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ReVerendum

Pubblicato: 9 giugno 2011 in Politica
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Ci siamo quasi: da venerdì 10 a martedì 14 giugno si votano 4 opzioni referendarie.

Cosa dite? Solo il 12-13 giugno? Ma dove vivete! Non li guardate i TG nazionali? TG1 e TG2 hanno dato in tutto 5 giorni di elezioni, dal venerdì al martedì. Si saranno sbagliati no? Dubitate di ciò? Siete veramente in malafede! Siamo umani, è possibile sbagliare. Soprattutto i giornalisti dei TG…su rete pubblica. Soprattutto quando ti passano da leggere un foglio così:

Come fai a capirci qualcosa? Leggi quello che riesci a captare buttando l’occhio. E muto. Giù la testa!

Stasera ho sentito che anche il Papa ha dato la sua opinione, sul nucleare. Energie rinnovabili, alternative. Ma il Papa non vota. Che peccato, il suo voto valeva almeno 100! Potevamo trasformare il referendum in “reVerendum“. Lo so, “scherza coi fanti ma lascia stare i santi” ma ancora la santità di Benedetto è lontana. Prima deve trasformare i malati di AIDS in sani e bandire la pedofilia come terapia per preti depressi e depravati. Scusate, sono scivolato nell’ovvietà, chiedo venia.

Torniamo on-topic. Domenica e lunedì si vota.  Siamo chiamati alle urne (due volte nel giro di un nulla e paga Pantalone) per abrogare o accettare 4 situazioni importanti:

– I QUATTRO QUESITI –

1 – PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA (scheda rossa)
Il titolo completo del quesito è “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” e si riferisce all’abrogazione dell’articolo 23 bis della legge  133/2008. Sono le norme che permettono l’affidamento dei servizi idrici ai privati. Votando SI’ si vota contro la privatizzazione dell’acqua. Con il NO, invece, si lascia intatta la possibilità di affidare i servizi idrici ai privati.

2 – PROFITTI SULL’ACQUA (scheda gialla)
Il secondo quesito propone l’abrogazione di una parte dell’articolo154 del decreto legislativo 152/2006. Nello specifico, se vincessero i SI’ sarebbe abrogata la norma che prevede che i privati possano stabilire una tariffa per il servizio idrico tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, ovvero garantendosi un profitto. Votando NO la norma rimarrebbe valida.

3 – NUCLEARE (scheda grigia)
Il titolo del quesito, riformulato dalla Cassazione alla luce delle norme introdotte col decreto omnibus, sarà “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”. Per votare contro il nucleare in Italia, gli elettori dovranno scegliere il SI’.

4 – LEGITTIMO IMPEDIMENTO (scheda verde chiaro)
Il quesito sul legittimo impedimento mira ad abrogare una parte della legge 51 del 7 aprile 2010 dal titolo “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”. È la norma che introduce la possibilità per chi è impegnato in attività di governo di non comparire nelle aule di giustizia.

(fonte repubblica.it)

Oggi ero in macchina e pensavo a questi 4 quesiti, cercando di far mente locale su quanto letto e sentito in questi giorni. Devo dire che già da un po’ ho deciso come voterò il 12 o il 13,  ciò nonostante ho lasciato la mente (e orecchie) aperta per captare messaggi che arrivino da chi la pensa diversamente da me. Le motivazioni avverse mi sono arrivate solo da figure politiche in vista; il popolo pare sia unito ed abbia le idee ben chiare. Chi lanciava un messaggio contrario al mio pensiero non è riuscito a convincermi, ma non solo perché non ha saputo usare le parole giuste, più che altro perché la cronaca odierna (mondiale e italiana) l’ha sbugiardato in ogni parola. I fatti son fatti e le parole lasciano il tempo che trovano.

Mi sono interrogato sulle motivazioni che mi spingeranno a votare nel modo da me prefissato. Mi sono venute in mente certe chiacchiere da bar: “Ma sì, chi si ne frega, tanto fanno come vogliono loro e tanto tra qualche anno manco ci saremo più!”. Ecco, l’ultimo passaggio mi ha dato la spinta, la propulsione per la certezza del voto.

Non ho figli ancora, non sono genitore, non ho ancora una mia famiglia, ma ho immaginato mio figlio, tra una quindicina d’anni. Ho immaginato i suoi begl’occhi che mi guardano e la sua bocca che sorride. Ho immaginato la nostra vita insieme e cosa vorrei per lui.
Vorrei la certezza di non dover scappare a migliaia di chilometri di distanza per un incidente ad una centrale nucleare, per salvaguardare la vita di mio figlio. Vorrei non dover mai vedere mio figlio (ed ogni altro bambino) senza capelli per la chemio. Vorrei che mio figlio possa farsi un bagno nella vasca ogni qualvolta lo voglia, senza dover pensare a quanto mi costa una vasca piena. Vorrei che capisse la differenza tra “proprietà privata” e “proprietà pubblica”. Vorrei che sapesse che siamo tutti uguali davanti alla legge e che è per questo che deve rispettarla lui come chiunque altro italiano ed essere sempre disponibile e collaborativo qualora lo Stato glielo richieda. Il senso civico deve essere uno dei suo valori primari. Vorrei che potesse trovare ancora fontane sul suo cammino per abbeverarsi quando avrà sete.

Vorrei, anzi VOGLIO poter sorridere a lui senza ombre in volto, pensando di aver fatto la cosa giusta 15 anni prima.

Vota pensando non solo a te.