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Un ITALIANO qualunque

Pubblicato: 11 novembre 2011 in Politica, Società
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Quando cerchi lavoro invii un curriculum e se sei fortunato ti chiamano per un colloquio. Durante il colloquio ti vengono fatte domande per capire intanto che tipo di persona sei e poi il tuo grado di preparazione. Di solito ti congedano con un “Le faremo sapere“. Non esiste una ditta dove le assunzioni vengano fatte con votazione degli altri lavoratori, perché quindi dobbiamo ASSUMERE dei politici lasciando agire il solito, vetusto, sistema del voto di scambio o di cortesia? Abbiamo già constatato – grazie a servizi in TV – che alcuni elettori manco ricordano il nome della persona che hanno votato, ma sanno che è la moglie di Tizio o Cazio che ha dato loro una mano per una faccenda personale.

Ecco, io sono disposto a star seduto un mese ad un tavolo per valutare i curricula dei futuri politici che vorrebbero portare avanti l’Italia dopo la – imminente forse – caduta di questo Governo.

Sono stufo di personaggi da “La sai l’ultima” o “Scherzi a parte”. Sono stufo di essere umiliato prima come persona, poi come cittadino italiano ed infine come contribuente. Non voglio più sentirmi insoddisfatto nel mio Paese tanto da aver voglia di andar via. Sono stanco di politicanti che fanno 3 lavori diversi e marcano assenze in Parlamento fregandosene di come sta andando l’Italia. Non voglio più sentir parlare di vitalizi cospicui riscossi da qualcuno che ha lavorato 1/100 rispetto ad un qualsiasi altro cittadino italiano. Non voglio più vedere politici che offendono la dignità di un qualsiasi elettore o di un qualsiasi lavoratore. Basta con la politica del vaffa e del dito medio: rispetto per la Nazione e per il Tricolore. Basta con il menefreghismo verso le persone malate o diversamente abili: hanno il sacrosanto DIRITTO di essere considerate e soprattutto aiutate.

Ecco, io sono disposto a rimetterci un mese del mio lavoro, anche due se necessario, pur di guardare negli occhi un qualsiasi candidato e potermi sincerare del suo grado di preparazione – oltre la fedina penale immacolata – prima di mettergli in mano il mio Paese. E potrei anche concludere il colloquio con una frase che molti di loro non hanno mai sentito dirsi:”Le faremo sapere”. Una bella assunzione poi a tempo determinato, con scadenza annuale. Sentirsi precari magari rende più operative certe persone, chissà.

Ho una voglia in questo momento: vorrei potermi riappropriare di alcune parole che sono state dissacrate dai soliti. Vorrei poter dire e gridare FORZA ITALIA senza essere guardato in cagnesco. Vorrei poter pronunciare parole come Libertà, Valori, Democrazia, Futuro, senza citare, involontariamente, un qualsivoglia partito. Vietiamo l’uso di alcune parole – soprattutto ITALIA – come parte dei nomi di partiti.

Non voglio fare né demagogia né populismo, vorrei solo che si prendesse coscienza che ogni X che affiggiamo sopra uno di quei fogli colorati e odoranti di inchiostro, dentro quelle urne scialbe di metallo, ha una valenza enorme, ma non solo in quel momento, anzi, soprattutto da lì in avanti.

Meditiamo gente, meditiamo.  

Un ITALIANO qualunque