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Si è conclusa la partita di ritorno della CNG (Coppa delle Nazioni in Guerra). La 1a partita era stata giocata l’11 settembre 2001 a New York (U.S.A.), il ritorno pochi giorni fa, il 2 maggio 2011 a Abbottabad (Pakistan). Il vincitore? Nessuno. Zero a zero. Oppure O a O (lettere o maiuscole), vista l’assonanza dei nomi anche. Beh, Bush Vs Osama non suonava poi così bene.

Sulla strage dell’11 settembre alle Twin Tower potrei aprire una grossa parentesi e citare tutti i dubbi che ancora aleggiano su quell’azione, ma non finirei più di scrivere. Focalizziamo sulla partita di ritorno.

14 Navy Seals hanno portato a termine un’incursione all’interno del rifugio di Osama Bin Laden in Pakistan. Durante quest’azione rimane ucciso il N.1 del terrorismo internazionale, così etichettato dall’America ferita. Muore anche una moglie di Osama, dicono usata come scudo umano, poi smentita la notizia. Ma usata come scudo da chi poi? Dal marito o dai marines? Boh…

Si apprende anche che il corpo è stato poi seppellito in mare (quindi hanno scavato sul fondo del mare?) per non andare contro la religione islamica che richiede la sepoltura di un corpo entro 1 giorno dalla sua morte. Si è appreso poi che la sepoltura in mare non è ammessa, non è “regolare” diciamo. Anche qui montagne di domande da parte di tutto il mondo: tanto tempo per catturarlo e poi viene “freddato” e buttato subito in mare rispettando una religione che come tale dovrebbe ripudiare persone come Osama? E come mai è stato ucciso e non fatto prigioniero? Eppure con Saddam Hussein aveva funzionato. Sarà, ma questa “sepoltura” in mare non mi convince proprio.

Il presidente statunitense, Barack Obama, ne dà notizia in TV ai suoi cittadini e si scatena subito una festa in piazza stile CARNEVALE DI RIO.

Gli americani, lo sappiamo, spettacolarizzano tutto. Mi piacerebbe sapere se in piazza sono scesi anche i parenti dei morti nella tragedia del WTC (World Trade Center) a gridare a gran voce IU ES EI (U.S.A.). Sarebbe successo lo stesso in Italia? E’ una questione di religione o di buon senso? Credo si debba riflettere quando succedono cose del genere. Credo sia necessario un po’ di silenzio per capire che un mondo in guerra non è un fatto da osannare e lodare. Quasi 10 anni di ricerche da parte dell’America: altre vite perse, dei militari, e tanti soldi spesi, dei contribuenti. Per riuscire poi ad uccidere una persona? Per avere poi un trofeo da esibire al popolo che possa cucire le ferite dei parenti della strage dell’11 settembre? E dov’è questo trofeo? In mare? Sarà, ma se prendiamo il cacciatore più esaltato che conosciamo e in un dato giorno riesca ad uccidere la preda più ambita al mondo, secondo Voi, la butterebbe in mare o sotterrerebbe senza esibirla agli amici e parenti? Ci credo poco.

Altra cosa che mi riesce difficile accettare: è plausibile ed accettabile che un premio Nobel per la pace dia ordine di “uccidere e non catturare” (pare sia stato ordinato così ai Navy Seals) un ricercato? La pace e la vendetta sono sorelle? E da quando? Per ricevere un tale premio bisogna dimostrare di saper fare “bene” la guerra e dare notizie in TV con espressione dispiaciuta e rammaricata? Solo questo? Allora abbiamo centinaia di premi da assegnare nel mondo! Possiamo paragonare altri premi Nobel per cortesia e vedere dove stanno le differenze? Secondo me sono molte di più di 7, come La Settimana Enigmistica ci insegna da tempo.

Queste sono le immagini del rifugio dove è stato trovato Osama.

Una villa prestigiosa, da milioni di dollari, così viene descritto il suo rifugio. Dalle immagini non mi pare, mi sembra uno di quei motel con la moquette marroncina per terra, una stanza impersonale. E questo video potrebbe anche affiancarsi alla bufala della foto di Bin Laden torturato e morto. Un fotomontaggio fatto da un malato che chissà quale tipo di soddisfazione abbia provato nel prendere un morto qualsiasi e photoshopparlo con mezza faccia di Osama.

Troppi dubbi, e troppi comportamenti che non mi sento di condividere. Io sono ancora col pensiero (e anche con le immagini) all’11 settembre e ancora vorrei capire tante cose prima di metabolizzare una notizia del genere e soprattutto ancora non riesco a dare un senso agli “american party” che vedo da 2 giorni in TV.

La morte è morte e richiede, se non rispetto per un personaggio come Bin Laden, almeno riflessione, silenzio, meditazione su quello che è successo e su quello che potrebbe accadere ora.

E se tra qualche giorno spuntasse un certo signore con la barba e dicesse:”Io sono ancora qui“?