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E’ andata… è fatta!

Gli italiani hanno un grande quorum e lo hanno dimostrato ancora una volta. 57,01% (la media) di affluenza alle urne, con risultato finale di 54,80% conteggiando anche i voti all’estero. Plebiscito di SI (il quesito con meno SI era comunque al di sopra del 94%) con qualche sporadico NO (nemmeno superato il 6%), sparso qui e là per l’Italia.

Il carro dei vincitori è già partito e nemmeno un posto libero è rimasto. Saltati tutti su, prima ancora che partisse. PD, IDV, UDC, BOT, CCT, CISL, UIL, PDF e .DOC. Com’è che quando c’è da festeggiare c’è sempre il NOI davanti a tutti i discorsi dei nostri benamati politicanti? Com’è che però il NOI non si usa quando c’è da dividere le NOSTRE pene? Sarebbe carino sentire dalle loro bocche a fine mese: “NOI abbiamo solo 12 euro sul conto corrente” come tanti italiani da un po’ di tempo a questa parte.

E’ l’Italia che è andata a votare, non Bersani, Di Pietro, Maroni, Napolitano… l’ ITALIA.

Tutti contenti e fieri di questo risultato, ancora con le braccia al cielo, mentre qualcuno sta parlando di alzare l’aliquota IVA ed un altro scherza ancora sul bunga bunga, addirittura sputando sull’arte (in ogni sua forma) che è l’unica cosa di buono e (quasi) incontaminato che abbiamo in Italia, oltre il mare.

De Magistris ha nominato Tommaso Sodano (vicesindaco e delega all’ambiente) per cercare di risolvere il problema spazzatura a Napoli; e noi chi dobbiamo nominare per togliere di mezzo la monnezza a Roma? Perfino Thomas Milian si è dissociato… con una telefonata.

La Santanché. Intanto chiamiamola col suo vero cognome, Garnero. Lo sapevate che è dal 1995 che è separata dal marito al quale ha ciullato (scusate lo slang) il cognome? E nello stesso momento il marito ha cambiato cognome in Rossi. Se potessi cambierei anche io segno zodiacale visto che è come il suo. Ma non abbiamo lo stesso ascendente. Io scorpione, lei capra. C’è la capra nello zodiaco? O è quello cinese? Oddio, sto facendo confusione, scusate! Ho divagato. La Garnero, colei che ha dichiarato dopo il risultato del referendum: “Italiani in linea col governo. Ha vinto il PDL perché avevamo già deciso di ritirare il quesito sul nucleare e quindi la gente ci ha dato ragione; il popolo è con noi”. Certo Daniela, il popolo è con voi! Quello della notte direi: tutto quello all’interno del Billionaire è con te. Su le maniii!!!

I comitati, e le singole persone, che hanno smazzato volantini sotto al sole e la pioggia, che hanno invaso i social network, che hanno creato situazioni di piazza pro-bono, che hanno messo a disposizione taxi gratuiti per andare a votare, che hanno spiegato un milione di volte i quesiti a chi non aveva capito, che hanno detto: “Rispettiamo anche i NO, ma non toglieteci la possibilità di esprimere il nostro SI” al posto di quelli che ci volevano “tutti al mare”, loro, i comitati, hanno vinto. Non c’è un premio, non c’è nemmeno una targa in alluminio o una medaglia di latta, ma milioni di grazie per i servigi (ben diversi dai servizi) svolti per tutti noi, che si sia votato SI o NO. Il tutto spinto dal famoso senso civico, che nomino spesso, che non dovrebbe mai mancare in una società come la nostra, voto dopo voto, elezione dopo elezione.

Ci stiamo risollevando! Italia, via le grucce!

ReVerendum

Pubblicato: 9 giugno 2011 in Politica
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Ci siamo quasi: da venerdì 10 a martedì 14 giugno si votano 4 opzioni referendarie.

Cosa dite? Solo il 12-13 giugno? Ma dove vivete! Non li guardate i TG nazionali? TG1 e TG2 hanno dato in tutto 5 giorni di elezioni, dal venerdì al martedì. Si saranno sbagliati no? Dubitate di ciò? Siete veramente in malafede! Siamo umani, è possibile sbagliare. Soprattutto i giornalisti dei TG…su rete pubblica. Soprattutto quando ti passano da leggere un foglio così:

Come fai a capirci qualcosa? Leggi quello che riesci a captare buttando l’occhio. E muto. Giù la testa!

Stasera ho sentito che anche il Papa ha dato la sua opinione, sul nucleare. Energie rinnovabili, alternative. Ma il Papa non vota. Che peccato, il suo voto valeva almeno 100! Potevamo trasformare il referendum in “reVerendum“. Lo so, “scherza coi fanti ma lascia stare i santi” ma ancora la santità di Benedetto è lontana. Prima deve trasformare i malati di AIDS in sani e bandire la pedofilia come terapia per preti depressi e depravati. Scusate, sono scivolato nell’ovvietà, chiedo venia.

Torniamo on-topic. Domenica e lunedì si vota.  Siamo chiamati alle urne (due volte nel giro di un nulla e paga Pantalone) per abrogare o accettare 4 situazioni importanti:

– I QUATTRO QUESITI –

1 – PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA (scheda rossa)
Il titolo completo del quesito è “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” e si riferisce all’abrogazione dell’articolo 23 bis della legge  133/2008. Sono le norme che permettono l’affidamento dei servizi idrici ai privati. Votando SI’ si vota contro la privatizzazione dell’acqua. Con il NO, invece, si lascia intatta la possibilità di affidare i servizi idrici ai privati.

2 – PROFITTI SULL’ACQUA (scheda gialla)
Il secondo quesito propone l’abrogazione di una parte dell’articolo154 del decreto legislativo 152/2006. Nello specifico, se vincessero i SI’ sarebbe abrogata la norma che prevede che i privati possano stabilire una tariffa per il servizio idrico tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, ovvero garantendosi un profitto. Votando NO la norma rimarrebbe valida.

3 – NUCLEARE (scheda grigia)
Il titolo del quesito, riformulato dalla Cassazione alla luce delle norme introdotte col decreto omnibus, sarà “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”. Per votare contro il nucleare in Italia, gli elettori dovranno scegliere il SI’.

4 – LEGITTIMO IMPEDIMENTO (scheda verde chiaro)
Il quesito sul legittimo impedimento mira ad abrogare una parte della legge 51 del 7 aprile 2010 dal titolo “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”. È la norma che introduce la possibilità per chi è impegnato in attività di governo di non comparire nelle aule di giustizia.

(fonte repubblica.it)

Oggi ero in macchina e pensavo a questi 4 quesiti, cercando di far mente locale su quanto letto e sentito in questi giorni. Devo dire che già da un po’ ho deciso come voterò il 12 o il 13,  ciò nonostante ho lasciato la mente (e orecchie) aperta per captare messaggi che arrivino da chi la pensa diversamente da me. Le motivazioni avverse mi sono arrivate solo da figure politiche in vista; il popolo pare sia unito ed abbia le idee ben chiare. Chi lanciava un messaggio contrario al mio pensiero non è riuscito a convincermi, ma non solo perché non ha saputo usare le parole giuste, più che altro perché la cronaca odierna (mondiale e italiana) l’ha sbugiardato in ogni parola. I fatti son fatti e le parole lasciano il tempo che trovano.

Mi sono interrogato sulle motivazioni che mi spingeranno a votare nel modo da me prefissato. Mi sono venute in mente certe chiacchiere da bar: “Ma sì, chi si ne frega, tanto fanno come vogliono loro e tanto tra qualche anno manco ci saremo più!”. Ecco, l’ultimo passaggio mi ha dato la spinta, la propulsione per la certezza del voto.

Non ho figli ancora, non sono genitore, non ho ancora una mia famiglia, ma ho immaginato mio figlio, tra una quindicina d’anni. Ho immaginato i suoi begl’occhi che mi guardano e la sua bocca che sorride. Ho immaginato la nostra vita insieme e cosa vorrei per lui.
Vorrei la certezza di non dover scappare a migliaia di chilometri di distanza per un incidente ad una centrale nucleare, per salvaguardare la vita di mio figlio. Vorrei non dover mai vedere mio figlio (ed ogni altro bambino) senza capelli per la chemio. Vorrei che mio figlio possa farsi un bagno nella vasca ogni qualvolta lo voglia, senza dover pensare a quanto mi costa una vasca piena. Vorrei che capisse la differenza tra “proprietà privata” e “proprietà pubblica”. Vorrei che sapesse che siamo tutti uguali davanti alla legge e che è per questo che deve rispettarla lui come chiunque altro italiano ed essere sempre disponibile e collaborativo qualora lo Stato glielo richieda. Il senso civico deve essere uno dei suo valori primari. Vorrei che potesse trovare ancora fontane sul suo cammino per abbeverarsi quando avrà sete.

Vorrei, anzi VOGLIO poter sorridere a lui senza ombre in volto, pensando di aver fatto la cosa giusta 15 anni prima.

Vota pensando non solo a te.